Tecnici del suono(senza) contro Covid-19
di Maurizio Spiga, tecnico del suono disoccupato, fondatore Startappre
08/03/2020
Chi campa solamente con l'attività di tecnico del suono ed è free lance, non colui che lavora in tv o in studi e in altre limitate situazioni, momentaneamente è a casa per l'emergenza Covid-19 ma essendo mestiere spesso senza contratti o regole e stando senza lavoro non ha entrate a meno che essendo di solito posticipato di mesi anche un solo pagamento di una prestazione non riesca a recuperare somme pregresse per campare, lo stesso vale per altre professioni. Comunque la fermata di ogni tipo di spettacolo live è in atto per questioni di opportunità di gestione comune del fenomeno e così finisce prima la stagione invernale per concerti, teatri, convegni, allestimenti moda e conventions ed altro per almeno qualche settimana forse se non di più, tutto ciò si riflette negativamente sui lavoratori ma i primi a lamentarsi sono come al solito chi ne approfitta per parlare di se stessi mentre mai avrebbero aperto bocca per altri noti problemi che affliggono il settore musicale, ma ora questo lo mettiamo in standby.
Arriviamo alla questione, ma un tecnico del suono senza il suono cosa può fare se già il periodo invernale è un po' sfigato per tutto il settore, si può diffondere idee positive e futuribili, oltre la necessità di affrontare fino in fondo il tema della Legge sulla Musica sempre come obbiettivo strategico, con attenzione senza preclusioni con un minimo di serietà e anche con un sorriso.
Una parte dei tecnici si potrebbero trasformare in istruttori e formatori, un terreno precario vista la carenza di Formazione delle professioni del settore.
Le aziende di servizio spesso deficitarie potrebbero prendere la palla al balzo per innovarsi ed assumere impegni per affinare attuali e futuri professionisti così da organizzare meglio anche le proprie attività e business.
Altra occasione è fare consulenza tecnica e imprenditoriale con il prorio know how, tipo aiutare alcune aziende (e gli enti pubblici) nella gestione quotidiana delle attività specifiche con progetti mirati ed altro.
Interessante e forse paradossale sarebbe che alcuni tecnici del suono studiassero “la lingua dei segni”- LIS - come interesse sociale verso chi non può ascoltare e parlare, a sostegno della comunizione aperta e inclusiva, con alte probabilità che possa dare un minimo sostegno economico, un fonico sà raccontare il suono a chiunque.
Comunque questo tempo libero obbligatorio servirebbe anche a continuare la propria formazione autodidatta con tutti gli strumenti possibili, leggere, ascoltare e osservare video (purtroppo solo in inglese), tenere in allenamento l'ascolto, progettare concerti e allestimenti, fare Ricerca del Suono, suonare.
Startappre non è obbligata a redarre un diario del rapporto fra Covid-19 ed economia ma forse tutto il settore dello spettacolo e culturale deve farsi un nuovo soundcheck con un altro ascolto ed una migliore equalizzazione, ecco perchè sarà importantissima la Legge sulla Musica, darsi una regolata è un ottima partenza, Startappre ci stà provando dalla nascita.
