IL MIO PRIMO ANNO DA CREATIVE STARTUPPER
Storia di un progetto di startup, lockdown, line check del progetto, il lavoro creativo.
scritto da Maurizio Spiga, 16-04-2020
creative e fondatore di Startappre
Appena scoppiata la pandemia mi sono chiesto: “già ero iperprecario da decenni per mia scelta di far parte al settore musicale in qualità(?) di tecnico del suono, musicista ed altro e ora con lo stop alla musica live e con il mio ultimo anno passato in casa a progettare qualcosa di innovativo tipo fondare una startup (aggiornamento obbligatorio), quale saranno gli scenari futuri sul territorio nazionale nel campo musicale e artistico in genere senza tutte le storture che hanno inperversato il lungo e in largo causa ottuse e vetuste condizioni socio-economiche”.
E' probabile che alcune questioni possono essere risolte in poco tempo mentre quelle sui contenuti(vederci chiaro!), anche in materia legislativa, e sui lavoratori del settore richiedono uno sforzo maggiore, oltre al già noto approccio individualistico percorso già dall'inizio della pandemia, come al solito sempre i soliti(?) che palle!
Da oggi può convenire socialmente a tutti (ed economicamente) guardarsi intorno e ascoltare cose sensate perché non è più tempo di intrugli e magie alle spalle di tecnici e artisti quindi ben venga un cambiamento radicale e veloce, inclusivo ed egualitario, non perchè io lo pensi, è inevitabile, è già presente!
Qualsiasi tipo di innovazione è dipendente dal tasso di creatività apportato oltre l'utilizzo di strumenti tecnologici, non si misura solo su paragoni e fattibilità ma si può concordare che più creativi concentrati su comuni esigenze o condivisioni possono decifrare e veicolare anche profondi cambiamenti in tempi brevi perciò è indispensabile anche ricercare e trovare la “realtà” con dinamiche e strumenti facilmente applicabili con modelli e protocolli ad alta comprensione e utilità, e questo solo con la creatività si ottiene, c'è sempre l'essere umano che decide e valuta.
L'essere creativo implica adattamento costante in più varie condizioni e la mia “ricerca per avere in mano” un progetto di startup qualificante e trasparente e congruo nel tempo ha adesso un grosso sostegno, si è trovata a confrontarsi con una specie di simulazione sull'efficacia o meno del progetto stesso (non era ancora testato!) sia nell'insieme sia nei particolari con i quali è stato costruito e immaginato dall'inizio e nel tempo. Con pochi strumenti e senza soldi posso capire che cavolo di idea mi è passata per la mente attraverso un'enorme check di misurazione (purtroppo in tempi tristi e un po' bui) e questo può dare più o meno facoltà nella commisurazione ideale di partenza che sia una startup o altri tipi di attività minimamente rilegati a evidenti condizioni sociali o economiche non soddisfacenti.
Infine è interessante comprendere che io non sia il solo che in questo momento storico sta studiando il check delle proprie idee e azioni, è naturale, più difficile può essere cosa si sceglie di testare e cosa vale la pena, è qui che il creativo fa la differenza perchè di solito fra l'idea e l'azione i tempi si stringono insieme all'attesa di un eventuale giudizio che sia di sprono o di altro che spesso non arriva o è parziale spesso per mancanza di volontà di soggetti pubblici e privati.
Questa volta è diverso, più persone e in contemporanea progettano il proprio ritorno sociale (sembra un grande esperimento di cittadinanza) compresi chi si è crogiolato e avvantaggiato(occhio!) a discapito di altri, conpiacenti, ignari, incazzati neri, esclusi, preclusi, boicottati, etc.etc., visto che chiunque può analizzare con più razionalità ciò che è avvenuto nel settore musicale prima del lockdown così da evitare finalmente ogni condizione “sotto sviluppata” che ha ammorbato e sfiancato i lavoratori e gli artisti rendendoli a volte automi e senza relazioni.
Nel frattempo non mi resta che andare con i progetti, ho fatto uno stress test con il mio line check (analogico), basta e avanza per non essere uno scienzato ma un creativo.
