La missione impossibile di fare startup a Piombino (LI-Toscana)

di Spiga Maurizio, fondatore di Startappre.it

11/08/2020


Le startup - organizzazioni temporanee che hanno come scopo di cercare un “business model” scalabile e ripetibile (facili da replicare, ad alta possibilità di aumentare le dimensioni e il giro di affari in modo esponenziale) - in Italia nascono come funghi ma con maggiori difficoltà nei luoghi di provincia. Quì l'esempio di Piombino (Toscana solo 6% Italia), perciò è necessaria una riflessione sul caso.

In questa cittadina vista mare proporre progetti innovativi non è mai stato visto di buon occhio e tuttora di continuo si attuano progetti triti e ritriti spesso retrogradi e sottosviluppati, più o meno per i soliti stili di vita; nemmeno sono bastati decenni di fughe ed espatri verso altri lidi da parte di concittadini consapevoli e istruiti spesso emarginati o segati ottenendo così solo vuoti generazionali e dispersione di competenze; nulla e niente di nuovo si ode in un assoluto silenzio e tutto è rimasto al secolo scorso, come minimo un lustro buttato via.

Certo che per una piccola città farsi scappare anche le meglio energie non è la sola questione negativa, ma l'incompetenza e il menefreghismo diventano striscianti se accompagnati dalla negazione di liberare la creatività sfavorendo qualsiasi dibattito che possa alimentare progetti di rigenerazione urbana, sociale e di conseguenza anche economica.

Viene il sospetto che oltre non sapere cosa vuol dire creare startup in molti ne abbiano paura solo a parlarne o che altri si immaginano che esse possano generare danno al proprio status quo consolidato nel tempo, perciò senza pregiudizi di alcuna specie verso qualcuno in particolare si ricorda che basterebbe osservare, in tempi anche di social o altri tipi di comunicazione, anche gli hastag più in voga che rimbalzano da nord a sud della nostra penisola, fuorché a Piombino ed in altri luoghi simili: #creatività #startup #innovazione #musica #smartcity #pisteciclabili #prodottik0 #rifiuti0 #plasticfree #cittadinanzattiva #streetart, ed altro; tante parole che anche senza hastag fanno la differenza nel 2020 fra i cittadini consapevoli e informati, oggi più che mai con più attenzione anche fra chi è all'oscuro delle nuove opportunità per un'adeguato sviluppo sociale, culturale, economico.

Creare startup vuol dire anche nuovi posti di lavoro, figurarsi poi prendere alla lettera tali hastag e immaginarsi cosa i cittadini riuscirebbero a fare per non essere più considerati solo ammennicoli di una delle più belle terrazze vista Mar tirreno e Arcipelago Toscano di nome Piazza Bovio.

Cosa c'è da aspettare non si sa, qui non è un problema di soldi viste le opportunità previste dal MISE e da altre strutture dello Stato ma ogni amministrazione pubblica territoriale deve fare la sua parte ed evolversi culturalmente garantendo il minimo di supporto e disporre di strutture adeguate ai giovani, e non, e smetterla di boicottare qualsiasi idea innovativa anche con modi subdoli e furbeschi, perché non è più tempo, il film del 900 è finito da tempo!

*P.S.-#wlacreatività.