Intervista al fondatore di Startappre - 5/1/2022
Il 6 gennaio è il compleanno del fondatore di Startappre e come regalo a se stesso ha rilasciato un'intervista a “Preout magazine”, auguri!
D. Dove vive?
R. A Piombino in provincia di Livorno e dove si prende il traghetto per l'Elba (modo di dire locale da sempre, ndr)
D. Ho capito, ma perché avete un nome così della vostra città marinara?
R. Da un documento del 26 settembre 1114 si ha notizia di Castel di Piombino fondata, sembra, da alcuni abitanti fuggiti dalle scorribande di pirati greci e spagnoli su Castello di Populonia, diciamo emigrati lì vicino dove c'era solo un convento o poco più e nella rientranza del promontorio le navi potevano sostare anche a riparo di bufere a ridosso di una falesia perciò il nome originario non era l'attuale ma Porto Falesia, era più consono.
D. Avete mai pensato di sostituirlo anche perché tradotto in tedesco “Kleinesh Bleistuk” è duro?
R. Magari! Sarebbe già un'innovazione rendere giustizia ad un intero territorio che col “piccolo piombo” non ha nulla da spartire, chi al nome è affezionato ora sono rimasti pochi e paiono parecchio “boomer”; qui oltre tutto è usanza che i giovani se possibile si laureano ed emigrano in luoghi più accoglienti, non vanno d'accordo con ciò che la città da sempre offre per loro e con il nulla di nuovo.
D. Però il posto pare non sia come lo sta dipingendo, avete retroterra di pianura e colline, mare e Arcipelago di fronte sul Tirreno, a parte i luoghi da bonificare.
R. Da decenni la città è rimasta tale e quale anche esteticamente e le innovazioni non sono mai state ben accolte, chi ha provato a mettere in discussione il modello sociale difficilmente è stato supportato, intellettuali, associazioni, politici, imprese locali, mai che si fossero espressi ad intese allargate e aperte all'intera società, ricordo solo che negli ultimi decenni le occasioni alternative si possono contare su di un palmo di mano e molto scarse.
D. Nessun progetto degno di essere nominato?
R. Ho visto più rendering che progetti utili, anzi, se poi sono “cementate” si spera che rimangano fantasia per non fare ulteriori danni, poi qui nessuno è capace nemmeno di scriverli adeguatamente, solo discorsi da bar e tutti “stronca milioni” con i soldi pubblici per non fare nulla di incisivo.
D. Quindi cosa ci fa costì?
R. Dopo una vita dedita alla musica e al lavoro con il suono ora facciò proprio ciò che manca, ideare scrivere e realizzare progetti innovativi per la mia città, con alcuni sono in una fase di limatura per poi accedere a contributi e finanziamenti cosa che a sessant'anni mi rende orgoglioso, non possedio un diploma (sic!) come tanti anche senza laurea (qui solo 10%) o dottorati ma informarsi studiare mettere nero su bianco progetti e reali business plane in un territorio carente di nuove opportunità sociali e di imprese innovative con lo sguardo sia al presente sia ad un futuro dignitoso e umano è un obbiettivo da perseguire con molta pazienza e abbondante creatività.
D. In quanti siete a portare avanti questi progetti?
R. Da solo ma non vorrei passare da presuntuoso, all'inizio del percorso ho cercato di comprendere cosa fosse la digitalizzazione a 360° entrando anche nel web con un proprio sito e i tre anni di studio ora possono bastare per iniziare una nuova fase, mai e poi mai diventerò un boomer, male che va posso sempre emigrare in un posto più accogliente e proporre idee normali e sane, Piombino non è città eterna!
D. A proposito di innovazioni, nel tuo territorio quante startup sono nate?
R. Pare nessuna o forse una, è per questo che ho coniato un nuovo marchio con un progetto così immenso ma possibile da realizzare, intanto lo sto sbozzando e confido di renderlo finalmente pubblico quanto prima con un mirato evento tipo festival, è “CorniaValleySL”, va oltre i campanili dell'amata Val di Cornia e Piombino per esser ancor più presenti con una vera immmagine e proposta di Smart Land al pari di altri in Italia e in Europa visto che non c'è più tempo, dobbiamo prendere le giuste decisioni per un'intera comunità senza dimenticare chi in questi momenti purtroppo sta rimando indietro o vorrebbe emigrare.
D. Per salutarci se vuole può anche lanciare un appello.
R. Credo che con gli appelli si è sempre concluso poco, le idee se giuste e responsabili non aspettano la benedizione di chi che sia, auguro a tutti i miei concittadini un 2022 pieno zeppo di creatività affinché possa indicarci un vero e proprio senso di comunità e di benessere, grazie!
