La fine delle sedi di quartiere, come eliminare la partecipazione attiva. 06/04/24
Quello che ne rimane delle sedi di quartiere a Piombino, faremo meglio a specchiarcisi tutti.
Un appunto sulle sedi di quartiere (solo nominarle per lo stato attuale causa vergogna) merita altrettanti chiarimenti in un appropriato diluvio di incongruenze e demeriti ultra decennali per carente gestione e per la mancanza di rispetto verso tutti i cittadini. Ciò ci consente di connetterli con l'atavico problema di Piombino su spazi sociali, partecipazione, edifici pubblici da rigenerare, e altro. Ma occorre fare un po' di ordine partendo da una breve analisi dagli anni '80 sin qui.
Le sedi di quartiere erano abbastanza radicate per la disponibilità di essere utilizzate da chiunque, singoli o gruppi, che avesse un minimo di proposta da rivolgere con dibattiti, convegni, concerti, mostre, etc.etc., verso più interessi estesi ad una partecipazione attiva dei cittadini. Da ricordare che esisteva in fase di voto per le Comunali quello specifico per i rappresentanti di zona, mentre ora non è più diretto ma concordato indirettamente.
Poi ad un certo punto ebbe inizio lo scollamento fra chi svolgeva incarichi pubblici e la cittadinanza, mano a mano questi luoghi furono lasciati al degrado, venduti ai privati, abbandonati al nulla. Qual'è lo stato attuale e cosa ne è rimasto?
In centro ci ritroviamo un “tugurio” da 20 sedute max accanto a ufficetto periodicamente occupato da una dipendente rintanata ma per cosa non è dato sapere; il localino utilizzato poco o nulla, per forza, cosa mai ci puoi mai fare in un tugurio senza linea internet e con un odore muffoso e illuminato male. Fosse reso un pochino più umano sarebbe sempre utile per una miriade di iniziative, incapacità e menefreghismo sono sempre in prima linea perciò il resto è noia.
Nella parte semi nuova della città vi è un discreto spazio pur ridotto ad un quasi sottoscala, rimasto chiuso per ben 2 anni dopo che era stato concesso alla ASL come centro vaccinale, alla faccia della considerazione degli spazi sociali! Anche qui reso un po' più umano il luogo avrebbe un po' più di chance per essere frequentato, però anche quì meglio chiuso non sia mai che sia preso in mano da rivoluzionari!| All'esterno un piccolo spazio verde con la solita cementata alzerebbe il punteggio vista la prossimità di palazzi e palazzoni con cittadini in carne e ossa con più ampi parcheggi.
In altro quartiere ma su una via ad alto scorrimento di traffico vi è forse l'unico un po' decente anch'esso senza wifi con una saletta capienza 150 persone accanto ad un servizio demografico decentrato e parcheggio limitatissimo. Ogni tanto qui qualche iniziativa, pur rimanendo uno spazio triste.
Ultimo due in quartieri perifici, in uno vi è una piccola saletta cruda e deprimente, l'altro in altra borgata in una parte di capannoni usati come magazzini comunali, qualche riunione più o meno ci viene fatta ma di aggregante c'è solo questa frazione pericolosamente irraggiungibile a piedi o in bici con un solo bus all'ora e mai che nessuno degli oltre mille residenti ne abbia fatto una vera lotta per il diritto alla mobilità.
Nei prossimi appunti altre inefficienze ma anche soluzioni, non si può passare tutto il tempo a sperticarsi per le brutture e le esclusioni, dobbiamo pretendere più giustizia sociale anche con veri e idonei luoghi di incontro che sviluppino nuove idee e innovazioni. Alla prossima e su col morale, grazie.
