Le startup sociali
Le attività di impresa innovativa che opera nel campo sociale sono definite giuridicamente e tecnicamente SIAVS-startup innovative a vocazione sociale- cioè appartengono al momento dell'iscrizione alla Camera di Commercio ad una sezione specifica e quindi aiutate nella prassi burocratica con alcuni sconti per la registrazione, deposito marchi e brevetti, e per accessi incentivi, prestiti bancari, locali per la sede, leggermente facilitati da altre istituzioni come comune, regione, banche, ed altri.
Se già si ritiene non semplice mettere sulla carta un progetto per qualsiasi startup, delinearne bene una a vocazione sociale ha in più il perchè dovrebbe incidere anche su una scala non solo tecnologica ed economica e quindi dichiararne il valore sociale, e qui ci vuole molta attenzione, non si bleffa.
C'è da chiedersi come mai ne sentiamo parlare pochissimo, anzi sembra che in pochi conoscano questa opportunità che in pochi promuovono, ne tanto meno c'è interesse ad incentivare ciò da parte pubblica, perciò vogliamo provare ad estendere l'argomento visto che se si parla di sociale il campo è vasto e nutrito, e perchè non ci sia la corsa a questo tipo di attività per trovare soluzioni che spesso alzano anche l'asticella dell'Indicatore di benessere in generale oltre che ad avere una economia distribuita e facilmente ecosostenibile non lo si comprende.
Per dissipare alcuni dubbi è necessario tanto per iniziare che chi è già entrato in questo percorso possa intervenire ed esporre al meglio non solo come ci si organizza ma anche dare semplici consigli e illustrare le molteplici possibilità che si prospettano se si decide di fondare una startup a vocazione sociale, quindi la nostra redazione in coworking è attiva e disponibile ad ospitare un'ampia riflessione e a comprendere meglio con ogni dettaglio e sfumatura.
Per farci capire, come esempio sarà pubblicato entro breve un dettagliato ritratto di probabile scrittura e impaginazione di un progetto di startup sociale realmente in fase di ultimazione, con il quale non solo il creative startupper si farà conoscere per la ricerca di un cofounder e socio/i, ma sperimenterà anche il confronto con altri per acquisire quel minimo di consapevolezza che serve ad ogni partenza di qualsiasi attività nel campo sociale, sia di natura volontaria sia in forma di economia.
Con quel poco di esperienza acquisita e dopo aver appreso parzialmente con uno studio autodidatta come si costruisce e si scrive questo tipo di progetto, cercheremo di dipanare alcune questioni insospese e non limpide per avvicinare e far incuriosire, insieme al contributo di esperti e non esperti, anche con chi non ha mai pensato di essere un creativo o di diventare un cofondatore di un qualcosa che non c'è, e per far conoscere anche altri modelli associativi e di impresa già esistenti per il sociale e per l'ecosostenibilità che funzionano responsabilmente.
*n.d.r.: il fondatore di questo web site ha inserito nel proprio profilo di attività il termine creative startupper, perché ha un progetto di startup quasi ultimato e a leggermente forzato l'uso, inevitabilmente, visto che gli manca il primo step ufficiale per la dimostrazione nella realtà, e si scusa di non aver trovato ancora il termine giusto per il proprio posizionamento attuale sulla carta visto che la nostra bella lingua italiana soffre un pochino quando c'è da traslare un anglo-termine e siccome dobbiamo fare chiarezza ci auguriamo di poter coniare termini adeguati partendo dall'ita-vocabolario, alla portata di tutti e anche per giocare, grazie e buona partecipazione.
