Gli spazi di coworking
Con il termine “coworking”-uno
stile lavorativo che coinvolge la condivisione di un ambiente
mantendo un'attività indipendente - è il raduno sociale di un
gruppo di persone interessate alla sinergia che può avvenire dalla
libera partecipazione in modo spontaneo- e STARTAPPRE attualmente
adotta questo modello nell'organizzazione di una redazione propria, ci
siamo chiesti come mai gli enti locali non partecipano attivamente
alla promozione e al finanziamento con pochi spiccioli nell'attivare
spazi idonei ad attività creative dalle quali ovviamente fuoriescono
economie relative e non, facilitando formazione e lavoro con finalità
utili anche per il sociale. Ma che domanda difficile!!
Una risposta
c'è già, più o meno è sempre stato così, a tal punto che in
alcuni casi i cittadini stessi si sono autorganizzati anche occupando
edifici abbandonati, aree ex industriali, terreni, ed altro, per
sviluppare arte, musica, teatro, e così via, e per gli spazi stessi
nel pieno utilizzo connesso alla comunità residente. Attualmente
però c'è anche un problema, con il passare degli anni edifici di
proprietà pubblica dismessi vengono anche svenduti (aste) oppure
fatti marcire, così che qualsiasi dibattito sulla necessità di
attivare un qualsiasi spazio non utilizzato e metterlo a disposizione
non attecchisce, anzi spesso è scansato. E dopo aver espresso
opinione anche in modalità banale, possiamo usare un linguaggio
comprensibile alle nuove generazioni e a chi è nato nel nuovo
millennio per raccontare che società retrograda e conservativa che
l'attende, o invece favorire e stimolare la creatività e spazi
adatti ad una società in evoluzione e inclusiva.
Con ciò non si
preclude, non si scinde supportare uno spazio di coworking da usare
come base per un'attività professionale e per riferimento della
comunità limitrofa attraverso piccoli investimenti dalla necessità
di mettere a disposizione altri spazi per esercitare ed esprimere
creatività come nella musica e nelle arti varie non solo in luoghi
idonei ma sperimentare esternamente nell'urbano e non, dalla
streetart ed altro per esempio, a progetti integrati per una
smart-city. Il coworking non è solo qualche postazione con computer
adeguati, è un raduno sociale (da Wikipedia), può essere anche
formazione, ricerca, progettazione, sperimentazione, partecipazione,
ed altro, è la condivisione di spazi, tecnologia, idee, creatività,
anche per un'economia distribuita.
Ma tutto ciò spesso è negato o non esiste, gli enti pubblici arrancano o ignorano, i privati investono poco e male, sparuti e sparsi individui o gruppi di cittadini si autorganizzano con difficoltà, ecco cosa accade soprattutto in provincia, forse basterebbe un briciolo di autocritica.
